Interrogazione a risposta scritta 4-03069 presentato da IMPEGNO Leonardo testo di Mercoledì 8 gennaio 2014, seduta n. 147

Al Ministro della giustizia, al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo. — Per sapere – premesso che: 
la reggia di Castel Capuano nel 1540 divenne sede del tribunale della Vicaria e delle annesse prigioni ed è rimasta tribunale fino a qualche anno fa; 
negli anni esso si è rivelato sempre più inadatto alle esigenze dell’amministrazione della giustizia, nonostante adeguamenti e ardite ristrutturazioni di intere parti dello storico edificio; 
gli operatori della giustizia napoletani, magistrati in primis, ottennero quindi giustamente la costruzione di una nuova sede per l’amministrazione della giustizia; 
oggi anche questa, nonostante il mega edificio e le annesse strutture, sembra inadeguata e insufficiente. Nel passato i forensi pensarono di utilizzare l’ex Ospedale Santa Maria della Pace, riorganizzando il Lazzaretto, la navata più bella e grande dell’edificio monumentale e forse della città, in tre aule di corte di assise; analogamente oggi essi ritengono di poter continuare a utilizzare il castello edificato per la residenza dei sovrani normanni; 
nessuno può mettere in dubbio che Castel Capuano debba e possa essere memoria della tradizione giuridica della città, che bisogna salvare la biblioteca e che l’anno giudiziario debba essere inaugurato solennemente nel salone dei busti, ma in una città che vanta una facoltà di giurisprudenza tra le più antiche d’Italia, occorre valorizzare al meglio un complesso così importante; 
la scuola di alta formazione per i magistrati dell’Italia meridionale è senz’altro una destinazione autorevole ma non appare come la soluzione definitiva per movimentare la zona, impegnando, solo sporadicamente, una parte minimale del castello; 
per rendersi conto di cosa abbia significato la presenza del tribunale basta osservare il mutamento della zona di Porta Capuana negli ultimi decenni, con l’aumento dell’attività giudiziaria e delle esigenze di sicurezza degli addetti di giustizia e degli utenti del tribunale; 
la stessa via Tribunali, il Decumano maggiore, proprio nella parte più vicina alla Porta Capuana soffre maggiormente il degrado ambientale e sociale; 
l’amministrazione comunale ha riconosciuto giustamente Porta Capuana come porta di accesso alla città, sia per ragioni storiche, per essere stata attraversata trionfalmente da Carlo V che entrava a Napoli e andava a soggiornare nella Reggia di Castello Capuano, sia per ragioni urbanistiche, perché ubicata strategicamente rispetto all’antico centro della città, in un interessante intreccio di emergenze monumentali di grande rilievo; 
la porta alla città è il suo biglietto da visita, il suo fiore all’occhiello; essa deve essere un luogo aperto alla libera fruizione dei napoletani e dei visitatori della città, un luogo della memoria e soprattutto il luogo in cui si rappresenta la vitalità di Napoli –: 
quali iniziative di competenza intendano intraprendere i Ministri interrogati per ottenere che Castel Capuano sia la casa dei mestieri, delle risorse di abilità ed ambientali della città, il luogo dove si favorisca la conoscenza, ma anche la produzione, la manualità, la cultura materiale, in maniera da integrare la «reggia» con attività e tradizioni artistiche, e da restituire alla città di Napoli l’enorme patrimonio di cultura ricevuto dalla storia. (4-03069)