Articolo tratto da http://www.intermediachannel.it/

di Emanuele Imperiali – Corriere del Mezzogiorno Campania

«Rc auto, per gli attuari la residenza deve restare il vero criterio? Grave. A Napoli incidenti calati di oltre un terzo. I costi delle polizze solo del 5%»

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La crociata degli attuari — i professionisti che, nell’ambito delle compagnie assicurative, hanno la competenza e la responsabilità di fare i calcoli per contro la tariffa unica nazionale, che, invece, per molti è una grande vittoria della civiltà giuridica, provoca dure reazioni. Leonardo Impegno (nella foto), deputato del Partito Democratico e primo firmatario dell’emendamento, condiviso anche dal grillino Luigi Di Maio, vicepresidente della Camera, è tranchant. E difende a spada tratta la sua proposta, trasformata in legge, che introduce la possibilità, per chi non fa incidenti per cinque anni, di adeguarsi al Nord come al Sud alla tariffa media nazionale per la responsabilità civile: «La presa di posizione degli attuari, scesi in campo contro le novità del disegno di legge Concorrenza in merito alle tariffe assicurative è la più evidente manifestazione di come i pregiudizi anti meridionali e la rozzezza culturale contro i quali abbiamo dovuto lottare siano duri a morire».

Gli attuari si chiedono perché la residenza debba valere, per esempio, per il costo della bolletta del gas o di una tazzina di caffè e non, a maggior ragione, per le tariffe Rc auto, laddove in certe zone del Sud il tasso di incidentalità e di truffe sarebbe, a loro dire, ben più elevato.

«Allora gli attuari spieghino come mai, in base ai più recenti dati dell’Ivass, l’Istituto per la Vigilanza sulle assicurazioni, relativi all’ultimo biennio a Napoli, dove da sempre si pagano le tariffe assicurative più elevate d’Italia, ci sia stato un calo del tasso di incidentalità del 36%, mentre i prezzi sono scesi di appena il 5%».

I professionisti che calcolano i costi della responsabilità civile auto definiscono la tariffa unica nazionale un’ingiustizia, perché c’è Italia e Italia.

«Ciò che sostengono è a dir poco aberrante. La loro presa di posizione di ieri (giovedì 22 ottobre, ndIMC) l’ho giudicata niente altro che una vigliaccata. Ci dicessero, allora, come sono fatti i calcoli. Per di più si dimenticano che la Rca è obbligatoria per legge, quindi non si tratta affatto di un mercato concorrenziale».

Molte compagnie assicuratrici fanno pagare tariffe più elevate nelle zone meridionali in quanto sostengono che a queste latitudini vi sia il maggior numero di frodi.

«Mi chiedo in base a cosa presumano che al Sud si fanno più frodi. Ho chiesto dati certi in tal senso sia all’Istituto di Vigilanza sulle Assicurazioni che al governo ma non li ho mai avuti».

La vostra proposta punta a far pagare più al Nord e meno al Sud?

«Niente affatto, noi vogliamo far pagare meno tutti. Non a caso la legge a Montecitorio è stata approvata da deputati del Nord e del Sud a larghissima maggioranza, e la sola Lega si è schierata nettamente contro».

Dopo il varo alla Camera, che accadrà ora al Senato?

«Sono preoccupato, perché ho avuto il sentore, dopo una battaglia che è durata ben due anni, che vogliano modificare alcune cose. Mi auguro, invece, che a palazzo Madama il provvedimento sia approvato così come è uscito dalla Camera, senza modifiche e in tempo breve. Sto per scrivere a tutti i senatori, ne ho già parlato col senatore Cuomo che ha partecipato con me a questa battaglia, nella quale coinvolgeremo innanzitutto gli altri parlamentari campani e meridionali».

Teme le pressioni della potente lobby delle assicurazioni?

«Il nostro obiettivo è stato ed è quello di difendere e tutelare i cittadini assicurati e non quanti vogliono mantenere privilegi e rendite di posizione. Queste norme mi auguro che abbiano l’effetto di far pagare meno tutti, e di rendere più efficienti e meno superficiali le compagnie assicuratrici. Agli attuari dico con chiarezza una cosa: le leggi le fa il Parlamento nella sua sovranità, a tutela degli interessi generali e non certo specifici di questa o quella categoria».

L’uscita allo scoperto degli attuari e il fatto che la Lega abbia votato contro il provvedimento a Montecitorio sono, a suo parere, la dimostrazione evidente che c’è ancora chi considera il nostro Paese una realtà duale, nella quale ci sono cittadini di serie A e di serie B?

«Queste prese di posizione sono il frutto di una mentalità ancestrale, in base alla quale il Sud era, è e deve restare una zona di sottosviluppo, e non potrà mai cambiare».