Il quadro economico che fa da sfondo alla manovra di finanza pubblica per il 2018 è quello di una graduale ripresa dell’economia. Quattro sono i dati fondamentali che illustrano questa inversione di rotta: il prodotto interno lordo (PIL), dopo un lungo periodo di difficoltà per il nostro Paese, si avvia a un livello di crescita superiore alle attese; il deficit pubblico è sotto controllo e l’avanzo primario rimane tra i migliori dell’Unione europea; il debito pubblico, anche grazie all’andamento del PIL, scenderà in maniera significativa dopo un lungo periodo di crescita inarrestabile; il ritmo della ripresa si riflette positivamente anche sul mercato del lavoro: l’occupazione continua a salire portandosi al di sopra delle 23 milioni di unità: da marzo 2014 a settembre 2017 sono stati creati 986.000 posti di lavoro, di cui 535.000 a tempo indeterminato.
Indubbiamente tale contesto è frutto, da un lato, del più favorevole quadro internazionale e della politica di allentamento monetario attuata dalla Banca centrale europea e, dall’altro, delle scelte di politica economica e di bilancio e delle riforme attuate che, nel loro insieme, hanno saputo contemperare le esigenze di rigore con quelle di stimolo alla crescita. Tornando al contenuto della manovra, tra i temi principali che la caratterizzano c’è innanzitutto, sia per ragioni sociali, sia per ragioni economiche, il lavoro. Questa legge di bilancio contribuisce in modo significativo a sostenerlo, in particolare con misure rivolte ai giovani che, insieme al Mezzogiorno, hanno sofferto in modo più evidente la crisi. Sono previste inoltre, misure di sostegno alle famiglie e per chi è rimasto indietro. Ne citiamo solo alcune a titolo esemplificativo: viene estesa la platea dei beneficiari e incrementato il beneficio economico collegato al Reddito di inclusione-REI, la misura nazionale di contrasto alla povertà e all’esclusione sociale recentemente introdotta, stabilizzato il “bonus bebè”, introdotto un fondo per i cosiddetti caregiver, i familiari che prestano attività di cura non professionale.
Altro tema centrale riguarda la conferma e il rafforzamento ulteriore del forte sostegno, in atto già nel 2017, agli investimenti privati, nella convinzione che si possa, per questa via, favorire quel recupero di produttività del lavoro e dei fattori produttivi indispensabili per recuperare capacità competitiva nel contesto dell’economia globale. Anche qui, si cita ad esempio, il rinnovo del superammortamento e dell’iperammortamento, il rifinanziamento della cosiddetta Nuova Sabatini per gli investimenti, la proroga delle detrazioni per le ristrutturazioni. Fondamentale comunque è stata la scelta di sterilizzare le cosiddette “clausole di salvaguardia”, impedendo così l’aumento della pressione fiscale, previsto a legislazione vigente, nella convinzione che un aumento dell’imposizione indiretta, IVA e marginalmente accise, avrebbe messo a rischio la ripresa economica che si viene finalmente consolidando. Qui di seguito, si indicano, senza pretesa di poter restituire in modo del tutto esaustivo la ricchezza della manovra, quali sono le principali misure che avranno un immediato impatto sulla vita dei cittadini e sull’attività delle imprese. Il testo si riferisce ai contenuti della relazione in Commissione Bilancio  e tiene conto dei numerosi emendamenti approvati durante l’esame parlamentare.

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